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I 10 fari più importanti della Tanzania

La costa tanzaniana si distende per circa milleduecento chilometri lungo l'Oceano Indiano occidentale, dall'arcipelago di Pemba al confine con il Mozambico. Questa fascia costiera è stata per millenni un nodo cruciale delle rotte commerciali tra l'Asia e l'Africa orientale: mercanti arabi, indiani e swahili scambiavano avorio, schiavi, oro e spezie in porti come Kilwa Kisiwani — già descritta da Ibn Battuta nel XIV secolo come una delle città più belle del mondo — e Zanzibar, che divenne nel XIX secolo il principale mercato di schiavi dell'Oceano Indiano. L'arrivo del potere coloniale — prima omanita su Zanzibar, poi tedesco e infine britannico sul continente — portò con sé la costruzione di fari per proteggere un traffico marittimo sempre più intenso. I fari tanzaniani di oggi sono eredi di quella storia stratificata.

1. Faro di Chumbe Island, Zanzibar

Chumbe Island, un isolotto coralline a circa dodicikm dalla costa occidentale di Unguja (Zanzibar), ospita il faro più celebre dell'arcipelago. Costruito nel 1904 dall'amministrazione coloniale britannica, la torre ottagonale in pietra corallina e cemento raggiunge circa twenty-six metri di altezza; la luce — due lampi bianchi ogni dodici secondi con portata di quattordici miglia nautiche — guida le navi nello stretto canale tra Zanzibar e la costa continentale. L'isola di Chumbe è oggi una riserva marina privata di eccezionale importanza: la sua barriera corallina, protetta dal 1994, è considerata una delle meglio conservate dell'Oceano Indiano, con oltre duecentosessanta specie di corallo e quattrocentotré specie di pesce. La riserva dispone di eco-bungalow sostenibili e accoglie visitatori con prenotazione; il faro è parte integrante dell'esperienza e i suoi scalini conducono a una vista a trecentosessanta gradi sull'arcipelago.

2. Faro di Ras Nungwi, Zanzibar

Il promontorio di Nungwi, all'estremità settentrionale di Unguja, ospita un faro che segnala il passaggio delle navi nello Stretto di Zanzibar. La struttura in cemento bianco, costruita nel periodo post-coloniale e successivamente ristrutturata, emette un segnale luminoso che orienta i dhow e i mercantili tra il mare aperto e le acque riparate dell'arcipelago. Nungwi è oggi il villaggio di pescatori più frequentato dai turisti dell'intera Zanzibar: i cantieri navali tradizionali dove si costruiscono i dhow a vela sono ancora operativi e i pescatori escono in mare nelle prime ore del mattino con imbarcazioni in legno dipinte a mano. Le acque intorno al promontorio sono frequentate da tartarughe verdi (Chelonia mydas) che nidificano sulle spiagge vicine.

3. Faro di Dar es Salaam, Dar es Salaam

Il faro del porto di Dar es Salaam — il cui nome in arabo significa "dimora della pace" — fu costruito durante il periodo coloniale tedesco e poi ampliato dagli inglesi. La struttura si trova all'imboccatura del porto naturale, uno dei migliori dell'Africa orientale, che le conchiglie e i coralli hanno modellato in un bacino di forma irregolare con acque tranquille e profonde. Il porto di Dar es Salaam è oggi il principale gateway marittimo della Tanzania e di diversi paesi interni (Zambia, Malawi, Rwanda); il traffico di portacontainer e petroliere richiede un segnalamento preciso. La città, con i suoi quartieri storici come Kariakoo e il mercato di pesce sul lungomare, merita una visita combinata con l'esplorazione del porto.

4. Faro di Kilwa, Kilwa Kisiwani

Kilwa Kisiwani — "Kilwa sull'isola" — fu la più ricca città mercantile dell'Africa subsahariana medievale, fondata nell'XI secolo da mercanti shirazi provenienti dalla Persia e fiorita grazie al commercio dell'oro di Sofala. Le rovine del Palazzo di Husuni Kubwa e della Grande Moschea figurano nella lista del Patrimonio UNESCO. Il faro che segnala l'accesso via mare all'isola si erge su una punta della costa; la struttura relativamente recente contrasta con la straordinaria antichità delle rovine circostanti. Kilwa è raggiungibile in barca dalla cittadina di Kilwa Masoko, sulla terraferma, attraverso acque dove i delfini e le dugonghe sono segnalazioni regolari. La visita alle rovine richiede un permesso acquistabile sul posto.

5. Faro di Mtwara, Mtwara

Il porto di Mtwara, nel profondo sud della Tanzania, fu costruito dopo la Seconda Guerra Mondiale in previsione di un boom agricolo — legato alla coltivazione dell'arachide su larga scala — che non si concretizzò mai nelle dimensioni previste. Il faro che ne segnala l'imboccatura guida le navi attraverso il reef che protegge la baia, uno dei più complessi della costa meridionale tanzaniana. Mtwara è il principale punto di partenza per l'esplorazione della Riserva di Selous dal lato costiero e per i traghetti verso le isole Quirimbas, in Mozambico. La costa di Mtwara è frequentata dagli appassionati di surf e di kitesurf per le condizioni eoliche costanti del monsone meridionale.

6. Faro di Ras Mbisi, Mafia Island

L'isola di Mafia, nell'arcipelago omonimo a sud di Dar es Salaam, è circondata da barriere coralline di alta qualità e da bassi fondali che rendono la navigazione pericolosa per chi non conosce la zona. Il faro di Ras Mbisi, sull'estremità sudorientale dell'isola, guida le navi nel canale principale che separa Mafia dalla terraferma. L'arcipelago di Mafia è un'area marina protetta di rilevanza internazionale: le sue acque ospitano la più grande aggregazione di squali balena dell'Africa orientale (da novembre a febbraio) e alcuni dei migliori siti di immersione dell'Oceano Indiano. L'isola è raggiungibile in aereo da Dar es Salaam o Zanzibar in circa quaranta minuti.

7. Faro di Pemba, isola di Pemba

L'isola di Pemba, a nord di Zanzibar, è meno visitata della sua più famosa vicina ma ospita un paesaggio di colline verdi, chiodi di garofano profumati e barriere coralline verticali che scendono a picco nell'oceano. Il faro che segnala il capo settentrionale dell'isola guida i traghetti provenienti da Mombasa (Kenya) nell'imboccatura del porto di Wete. Pemba è celebre per le sue pratiche di medicina tradizionale — la reputazione dell'isola nella cultura swahili come luogo di stregoni (waganga) è diffusa in tutta l'Africa orientale — e per la pesca d'altura di tonni e marlin nelle acque profonde dell'oceano aperto.

8. Faro di Tanga, Tanga

Tanga è la seconda città portuale della Tanzania per importanza storica e il suo faro segna l'imboccatura del porto naturale circondato da foreste di mangrovie. La struttura, costruita nel periodo coloniale tedesco intorno al 1900, fu uno dei primi fari della Tanganyika tedesca. La baia di Tanga fu teatro di una delle prime battaglie della Prima Guerra Mondiale in Africa orientale, quando le forze britanniche tentarono uno sbarco anfibio nel novembre 1914 e furono respinte dalla guarnigione tedesca e dalle truppe Askari al comando del tenente colonnello Paul von Lettow-Vorbeck. Il faro storico e le rovine del cimitero militare di quella campagna sono visitabili.

9. Faro di Ras Mkumbi, isola di Mafia

Ras Mkumbi, il capo settentrionale dell'isola di Mafia, ospita un faro che guida la navigazione nel canale di accesso tra la baia di Kilwa e l'arcipelago di Mafia. La struttura si erge su un promontorio basso di corallo e sabbia bianca circondato da baobab. Le tartarughe verdi (Chelonia mydas) nidificano regolarmente sulle spiagge intorno a Ras Mkumbi, che fa parte del perimetro del Parco Nazionale Marino di Mafia — uno dei parchi marini più antichi dell'Africa orientale, istituito nel 1995. Le acque di fronte al capo sono frequentate da delfini tursiops che seguitano le barche dei pescatori.

10. Faro di Msimbati, Mtwara

Il promontorio di Msimbati, a pochi chilometri da Mtwara, è uno degli angoli meno conosciuti della costa tanzaniana: una lunga penisola sabbiosa con spiagge quasi deserte, barriere coralline accessibili in apnea da riva e un piccolo faro che orienta i dhow nella rotta costiera verso il Mozambico. L'area di Msimbati ha acquisito rilevanza negli ultimi anni per la scoperta di giacimenti di gas naturale nelle acque antistanti, sviluppi che hanno portato a un'intensa attività navale di prospezione. Rimane tuttavia un luogo di rara tranquillità, frequentato principalmente dai pescatori locali che usano reti tradizionali trascinate lungo la spiaggia all'alba.

Informazioni pratiche

Zanzibar è raggiungibile in aereo dalla maggior parte dei principali hub africani o con volo diretto da alcune città europee; i traghetti da Dar es Salaam impiegano circa due ore. Per le isole più remote come Mafia e Pemba esistono voli charter regionali. Il periodo migliore per visitare la costa tanzaniana è da giugno a ottobre e da dicembre a febbraio, evitando le piogge del monsone lunghe (da marzo a maggio). Per esplorare la distribuzione dei fari lungo la costa est-africana e nell'arcipelago di Zanzibar, aprite la mappa e scoprite tutti i siti catalogati.